Ops, I did it again...ci sono ricascata! Ancora asciugamani in lino con orlo a gigliuccio, questa volta con applicazioni in chiacchierino. Avevo da anni questi delicati inserti, riposti con cura in attesa di avere abbastanza tempo a disposizione per applicarli e finalmente è arrivato anche il loro momento. Ho orlato il lino con punto a colonnina e punto gigliuccio, ho centrato l'inserto imbastendo ogni rombo e l'ho applicato al tessuto con punto cordoncino. Il risultato mi piace moltissimo!
mercoledì 20 maggio 2020
domenica 17 maggio 2020
Scrub alla rosa
Maggio è il mese delle rose e la mia casa, in questo periodo, è sempre piena di questi meravigliosi romantici fiori che vengono dai giardini di mia suocera e delle mie zie. Oltre a colorare e profumare giardini e angoli di casa, oltre ad essere un grande piacere per gli occhi, lo sappiamo tutti, le rose hanno tante proprietà benefiche, soprattutto per la nostra pelle.
Ho preso l'abitudine di raccogliere in un tovagliolo i petali che cadono dalle rose nei miei vasi e di usarli per farne uno scrub eccezionale che mi sento di condividere perché rende la pelle liscia e vellutata come pochi. Due piccole premesse: anzitutto, le rose ovviamente devono essere non trattare e poi si può cambiare la ricetta usando l'olio preferito per la propria pelle (io uso l'olio d'oliva perché sulla mia pelle tendente al secco ha un ottimo effetto). Le dosi che vi do sono sufficienti per un paio di scrub corpo (io lo preparo per me e per mia figlia, che lo adora).
sabato 9 maggio 2020
Candidi pizzi e romantiche sfilature
Ogni tanto è bello tornare al ricamo della tradizione, quello che ho assimilato sin da bambina, nei pomeriggi intorno al fuoco d'inverno o sul terrazzo in estate, a casa della mia prozia. Le donne della mia famiglia riunite a chiacchierare e a produrre meraviglie con l'ago, con l'uncinetto, con i ferri. Io ho imparato così, osservando e imitando le loro mani e i loro movimenti. Oggi ricamo da sola, ma spesso mentre lo faccio penso a loro, a quale consiglio mi darebbero per chiudere il lavoro con ordine, a come riderebbero di me perché infilo all'ago fili lunghissimi per non dover rifare l'operazione di continuo (mia zia mi diceva sempre "capo lungo, maestra pazza!"), a quanti preziosi insegnamenti avrebbero ancora da darmi.
La reclusione della quarantena mi ha ridato quei tempi lunghi, calmi, senza i mille impegni dei nostri soliti giorni, ore pomeridiane e serali da riempire con attività piacevoli e rilassanti. E anche un lavoro più impegnativo, in cantiere da tanto, come queste coppie di asciugamani in lino con il pizzo all'uncinetto e l'orlo a giorno e il gigliuccio trova il tempo di essere finalmente realizzato. Ho amato ogni passaggio, mi sono divertita a sfilare e ricamare e penso già a mettere in opera un altro lavoro di questo genere, perché come mi capita sempre, ora che è finito, il mio ricamo mi manca. Succede anche a voi?
giovedì 23 aprile 2020
Maglioncino ricamato
Buon giovedì, gente! Come sta andando la vostra quarantena? La mia prosegue in serenità. Cerco di tenermi occupata: leggo tanto, faccio un po' di smart working, ho seguito qualche corso on line (perché non si finisce mai di imparare) e poi la casa assorbe tutto il resto del tempo. Ho appena trascorso una settimana molto intensa, in cui ho risvoltato ogni stanza come un calzino, pulendo e rinnovando (nei limiti del possibile) ogni angolo. Avevo voglia di pulizia e di cambiamento. E ora mi godo i frutti di tanto lavoro e posso finalmente tornare a dedicarmi a qualcosa di più leggero. Ma prima di partire con nuovi progetti, vi mostro quelli da poco realizzati. Come questo maglioncino rosa che ho ricamato nelle lunghe sere davanti alla tv. Colori tenui e delicati che mi sembra lo valorizzino molto. Anche se alla fine l'ho indossato solo per il tempo di una foto.
Etichette:
fashion,
fashion diy,
ricamo,
ricamo classico
martedì 31 marzo 2020
Riflessioni di un fine marzo
E' uno strano martedì di fine marzo. Si chiude questo mese di dolore, lacrime, preoccupazione intensa, smarrimento, sconforto che si alterna all'ottimismo, solidarietà e senso di unità nazionale, bandiere ai balconi e immagini forti che ci accompagneranno per il resto della vita. Abbiamo affrontato il piccolo sacrificio che ci veniva chiesto con la speranza di vedere quei maledetti numeri scendere, ci sono state giornate terribili in cui tutto ci era sembrato vano e giornate meno negative in cui ci è stata presentata una curva meno ripida che però si è sempre comunque accompagnata alla conta di centinaia di morti. Abbiamo visto il papa farsi carico di tutto il nostro dolore e la nostra speranza e offrirli a Dio, perché ci perdoni la pretesa di vivere sani in un mondo malato e l'indifferenza verso le sofferenze altrui che non riuscivano a scuotere le nostre esistenze abitudinarie e affaccendate.
Ci siamo stretti l'un l'altro, anche non potendoci sfiorare. Abbiamo fatto in modo di portare ogni giorno nella vita degli altri un sorriso, fosse solo con la condivisione di un meme. Ci siamo inventati qualsiasi cosa per permettere al tempo in casa di trascorrere nel modo più sereno possibile: abbiamo impastato, fatto ginnastica, letto, dormito, ascoltato musica in 8d, ci siamo scoperti pizzaioli, fornai, pasticcieri, musicisti, ballerini. Abbiamo imparato a fare i conti con una dispensa non sempre piena e stiamo dando fondo a tutti i vasetti di creme per il corpo e per il viso sugli scaffali del bagno.
Di questo mese salvo le serate sul divano io e i miei ragazzi a vedere Harry Potter, salvo le tagliatelle che ha fatto Ludovica domenica mattina, salvo le telefonate con mia zia e mia suocera la sera per cercare di allegerire il peso della loro solitudine, salvo le schitarrate di Gabriele, salvo le scorte che mio marito aveva fatto a tempo debito e stoccato in garage subendo con pazienza la nostra ingiusta derisione, salvo gli sguardi sorridenti e solidali dietro le mascherine che ho incontrato ieri mattina al supermercato e in farmacia, salvo le videochiamate con gli amici, la tenerezza per il disegnino che il mio nipotino mi ha fatto recapitare, salvo la gonna estiva, a fiori e coloratissima, che mi sono cucita in un pomeriggio di pioggia, salvo gli sforzi dei professori dei miei figli che ormai sono di casa, perché seguo le loro lezioni mentre cucino o pulisco e a proposito di questo salvo il trenta che Ludy ha preso dopo due ore di esame, chiusa nello studio mentre noi attendevamo trepidanti in cucina. Salvo l'amore che riesce a colmare le distanze e l'affetto che può esprimersi anche senza abbracci fisici.
domenica 8 marzo 2020
Cosa mi sta insegnando il coronavirus
Buona domenica!
E' tanto che non scrivo. Lo ammetto senza difficoltà: il momento che stiamo vivendo mi atterrisce. Sono una persona abbastanza serena e positiva e vedo sempre rosa anche laddove chiunque intorno a me è negativo. Ma questa faccenda del Coronavirus mi ha preoccupata da subito e ho sentito il bisogno di informarmi continuamente: telegiornali e speciali sui canali di informazione, storie di alcuni profili instagram come quello di Roberta Villa o La somma e il totale che si sono impegnati a fare chiarezza... Insomma tutto quello che potevo assorbire sull'argomento. Non mi sono fatta prendere dal panico, non ho comprato le mascherine, né ho cambiato più di tanto la mia spesa in fatto di detergenti e disinfettanti. Ho semplicemente gradualmente preso coscienza di una realtà seria che andava affrontata con cautela e responsabilità. Fin quando le scuole e le università sono state aperte i miei figli ci sono andati, ma ad esempio già da prima ho chiesto loro di non festeggiare il carnevale in piazza. Le fasce d'età più sofferenti in questo momento, per me, sono due: oltre a quella degli anziani che abbiamo visto essere i più deboli rispetto a questo virus, c'è quella degli adolescenti-ragazzi che soffrono tantissimo a sottostare alle restrizioni del momento perché per loro l'evasione da casa, il raggruppamento, il contatto fisico sono un'esigenza fondamentale al pari di quella di nutrirsi. Da mamma, faccio fatica a ottenere la collaborazione di mio figlio diciassettenne su alcune cose, ma come noi mamme siamo abituate a fare, tengo duro perché ho la responsabilità verso gli altri membri più esposti della società e della mia famiglia, e cerco come posso di indorargli la pillola.
Una cosa è certa: questa crisi mi sta insegnando tanto.
Mi ha insegnato che è bellissima la libertà. Stare in casa non mi pesa. Io adoro vivere la mia casa: mi basta un libro o il ricamo o l'uncinetto per essere felice. Ma il fatto di poter riporre tutto lì quando vuoi e di poter uscire e incontrarsi con gli amici in piazzetta o mangiare una pizza in compagnia o fare shopping al centro commerciale o andarmene a vedere un film al cinema è qualcosa a cui non avevo mai veramente pensato come ad un dono, come a una fortuna. E' invece è proprio così. Viaggiare, muoversi, girare per il mondo: che ricchezza sconfinata abbiamo sempre avuto tra le mani, senza rendercene conto.
Mi ha insegnato che è bello poter toccare le persone, baciarle, abbracciarle. Sono salernitana e qui al sud il contatto fisico è una necessità della comunicazione. Ieri sera sono stata a casa di mio fratello e non ho dato neanche un bacino a mio nipote. Non solo: se lui si avvicinava troppo, io mi ritraevo. Ma vi rendete conto che pur essendo il mondo così grande, noi abbiamo da sempre scelto di vivere uno accanto all'altro? E adesso ci accorgiamo che nelle nostre città, per le nostre strade, nei negozi, negli uffici pubblici, nei cortili o nelle scale dei nostri condomini non c'è abbastanza spazio per vivere ad una distanza di quasi due metri l'uno dall'altro. Perché la distanza non ci è mai servita. A noi umani serve la vicinanza.
Quando tutto sarà finito, la nostra vita di sempre, fatta di libertà di movimento, di abbracci per strada, di feste e concerti, di baci ai nostri nipotini ci sembrerà il paradiso. Ecco la lezione più grande che ci darà questo dannato virus che sta mettendo in ginocchio il nostro paese e tutto il mondo. Abbiamo per le mani così tanta felicità che ci sembra normalità solo perché è sempre qui, alla nostra portata ogni giorno, ogni secondo di ogni giorno.
Giuro che d'ora in poi me ne accorgerò!
Carmen
lunedì 13 gennaio 2020
Piccole idee per una grande organizzazione
Salve a tutti! Spero che questo nuovo anno sia iniziato al meglio per ognuno di voi.
Quelli che coincidono con la fine e l'inizio dell'anno per me sono sempre giorni un po' malinconici, ma sto lentamente riconquistando la mia serenità. Dopo le vacanze natalizie, avevo voglia di dedicarmi anima e corpo alla casa, alle pulizie e al riordino e, dal momento che non ho fatto altro che cucinare per giorni, non potevo non cominciare dalla cucina.
Mi piace svuotare completamente gli armadietti, uno alla volta, pulire a fondo l'interno e poi riposizionare tutto. Ne viene fuori sempre una disposizione nuova e più funzionale, ci si accorge di quello che non si usa e tutta la cucina risulta più organizzata.
Questo autunno ho fatto incetta di un tipo di biscotti del Lidl, dei biscotti speziati che abbiamo adorato, a forma di foglia e di stella. Il contenitore era in plastica trasparente con il coperchio, anch'esso trasparente. Mi è sembrato subito molto utile per contenere piccoli oggetti e organizzare cassetti o mobili, per cui non li ho mai buttati. Li ho lavati, ho tolto con un po' di olio di gomito l'adesivo sul coperchio e sotto al contenitore (in realtà è bastato farli stare in ammollo per grattare via la carta e poi usare del solvente per unghie per rimuovere la colla).
Iscriviti a:
Post (Atom)




