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domenica 13 marzo 2022

L'orrore della guerra

Non scrivo da un anno e non perché nel frattempo non abbia avuto voglia di tornare a questo piccolo angolo della mia vita, a questo rifugio della creatività. Solo che, onestamente, richiede più tempo di altri mezzi più immediati, vedi instagram. Però confesso che poco fa provando ad entrare avevo momentaneamente dimenticato la password e mi sono sentita in colpa. E' un progetto a cui ho dedicato così tanto del mio tempo, così tante energie, che adesso sarebbe un peccato abbandonarlo, solo perché l'attenzione generale si è spostata verso altri canali.

Il momento che stiamo vivendo è assurdo. Usciamo da due anni di pandemia, che ci ha causato paure, sofferenze indicibili, lutti. Avevamo voglia di riprendere in mano le nostre vite e rimetterci in carreggiata con più energia, più consapevolezza e con gratitudine per essere ancora qui. E invece, quest'altra barbarie, questo scempio insensato, questo massacro. Tante giovani vite stroncate da entrambe le parti, famiglie distrutte, bambini privati del loro futuro, migliaia di persone in fuga, milioni intrappolate sottoterra, senza acqua, senza viveri, al freddo, dopo aver perso tutto. E sangue, sangue a fiumi. E noi  spaventati e impotenti, mille volte più di quanto lo siamo stati negli ultimi due anni, guardiamo con ribrezzo il Male in tv e ci chiediamo come sia potuto succedere, come sia possibile che nel mondo moderno, l'uomo possa concepire una tale carneficina. Il mondo è un posto così bello. L'umanità potrebbe essere tanto felice!


martedì 31 marzo 2020

Riflessioni di un fine marzo

E' uno strano martedì di fine marzo. Si chiude questo mese di dolore, lacrime, preoccupazione intensa, smarrimento, sconforto che si alterna all'ottimismo, solidarietà e senso di unità nazionale, bandiere ai balconi e immagini forti che ci accompagneranno per il resto della vita.  Abbiamo affrontato il piccolo sacrificio che ci veniva chiesto con la speranza di vedere quei maledetti numeri scendere, ci sono state giornate terribili in cui tutto ci era sembrato vano e giornate meno negative in cui ci è stata presentata una curva meno ripida che però si è sempre comunque accompagnata alla conta di centinaia di morti. Abbiamo visto il papa farsi carico di tutto il nostro dolore e la nostra speranza e offrirli a Dio, perché ci perdoni la pretesa di vivere sani in un mondo malato e l'indifferenza verso le sofferenze altrui che non riuscivano a scuotere le nostre esistenze abitudinarie e affaccendate. 
Ci siamo stretti l'un l'altro, anche non potendoci sfiorare. Abbiamo fatto in modo di portare ogni giorno nella vita degli altri un sorriso, fosse solo con la condivisione di un meme. Ci siamo inventati qualsiasi cosa per permettere al tempo in casa di trascorrere nel modo più sereno possibile: abbiamo impastato, fatto ginnastica, letto, dormito, ascoltato musica in 8d, ci siamo scoperti pizzaioli, fornai, pasticcieri, musicisti, ballerini. Abbiamo imparato a fare i conti con una dispensa non sempre piena e stiamo dando fondo a tutti i vasetti di creme per il corpo e per il viso sugli scaffali del bagno. 
Di questo mese salvo le serate sul divano io e i miei ragazzi a vedere Harry Potter, salvo le tagliatelle che ha fatto Ludovica domenica mattina, salvo le telefonate con mia zia e mia suocera la sera per cercare di allegerire il peso della loro solitudine, salvo le schitarrate di Gabriele, salvo le scorte che mio marito aveva fatto a tempo debito e stoccato in garage subendo con pazienza la nostra ingiusta derisione, salvo gli sguardi sorridenti e solidali dietro le mascherine che ho incontrato ieri mattina al supermercato e in farmacia, salvo le videochiamate con gli amici, la tenerezza per il disegnino che il mio nipotino mi ha fatto recapitare, salvo la gonna estiva, a fiori e coloratissima, che mi sono cucita in un pomeriggio di pioggia, salvo gli sforzi dei professori dei miei figli che ormai sono di casa, perché seguo le loro lezioni mentre cucino o pulisco e a proposito di questo salvo il trenta che Ludy ha preso dopo due ore di esame, chiusa nello studio mentre noi attendevamo trepidanti in cucina. Salvo l'amore che riesce a colmare le distanze e l'affetto che può esprimersi anche senza abbracci fisici. 


domenica 8 marzo 2020

Cosa mi sta insegnando il coronavirus

Buona domenica!
E' tanto che non scrivo. Lo ammetto senza difficoltà: il momento che stiamo vivendo mi atterrisce. Sono una persona abbastanza serena e positiva e vedo sempre rosa anche laddove chiunque intorno a me è negativo. Ma questa faccenda del Coronavirus mi ha preoccupata da subito e ho sentito il bisogno di informarmi continuamente: telegiornali e speciali sui canali di informazione, storie di alcuni profili instagram come quello di Roberta Villa o La somma e il totale che si sono impegnati a fare chiarezza... Insomma tutto quello che potevo assorbire sull'argomento. Non mi sono fatta prendere dal panico, non ho comprato le mascherine, né ho cambiato più di tanto la mia spesa in fatto di detergenti e disinfettanti. Ho semplicemente gradualmente preso coscienza di una realtà seria che andava affrontata con cautela e responsabilità. Fin quando le scuole e le università sono state aperte i miei figli ci sono andati, ma ad esempio già da prima ho chiesto loro di non festeggiare il carnevale in piazza.  Le fasce d'età più sofferenti in questo momento, per me, sono due: oltre a quella degli anziani che abbiamo visto essere i più deboli rispetto a questo virus, c'è quella degli adolescenti-ragazzi che soffrono tantissimo a sottostare alle restrizioni del momento perché per loro l'evasione da casa, il raggruppamento, il contatto fisico sono un'esigenza fondamentale al pari di quella di nutrirsi. Da mamma, faccio fatica a ottenere la collaborazione di mio figlio diciassettenne su alcune cose, ma come noi mamme siamo abituate a fare, tengo duro perché ho la responsabilità verso gli altri membri più esposti della società e della mia famiglia, e cerco come posso di indorargli la pillola. 
Una cosa è certa: questa crisi mi sta insegnando tanto.
Mi ha insegnato che è bellissima la libertà. Stare in casa non mi pesa. Io adoro vivere la mia casa: mi basta un libro o il ricamo o l'uncinetto per essere felice. Ma il fatto di poter riporre tutto lì quando vuoi e di poter uscire e incontrarsi con gli amici in piazzetta o mangiare una pizza in compagnia o fare shopping al centro commerciale o andarmene a vedere un film al cinema è qualcosa a cui non avevo mai veramente pensato come ad un dono, come a una fortuna. E' invece è proprio così. Viaggiare, muoversi, girare per il mondo: che ricchezza sconfinata abbiamo sempre avuto tra le mani, senza rendercene conto. 
Mi ha insegnato che è bello poter toccare le persone, baciarle, abbracciarle. Sono salernitana e qui al sud il contatto fisico è una necessità della comunicazione. Ieri sera sono stata a casa di mio fratello e non ho dato neanche un bacino a mio nipote. Non solo: se lui si avvicinava troppo, io mi ritraevo. Ma vi rendete conto che pur essendo il mondo così grande, noi abbiamo da sempre scelto di vivere uno accanto all'altro? E adesso ci accorgiamo che nelle nostre città, per le nostre strade, nei negozi, negli uffici pubblici, nei cortili o nelle scale dei nostri condomini non c'è abbastanza spazio per vivere ad una distanza di quasi due metri l'uno dall'altro. Perché la distanza non ci è mai servita. A noi umani serve la vicinanza.
Quando tutto sarà finito, la nostra vita di sempre, fatta di libertà di movimento, di abbracci per strada, di feste e concerti, di baci ai nostri nipotini ci sembrerà il paradiso. Ecco la lezione più grande che ci darà questo dannato virus che sta mettendo in ginocchio il nostro paese e tutto il mondo. Abbiamo per le mani così tanta felicità che ci sembra normalità solo perché è sempre qui, alla nostra portata ogni giorno, ogni secondo di ogni giorno. 
Giuro che d'ora in poi me ne accorgerò!
Carmen


venerdì 28 ottobre 2016

Confettura di fichi d'India


Buongiorno e benvenuti! Sono giorni di dolore e di terrore questi. La terra ha tremato ancora e ha sconvolto la vita di migliaia di persone ancora una volta. Senza una casa, senza un lavoro, senza certezze, con la paura costante di un mostro che può tornare, ma questa volta almeno con il sollievo di non dover piangere morti. Con il pensiero costante a quelle persone che si sono viste spazzare via in un attimo i sacrifici di una vita e che nella migliore delle ipotesi torneranno alla normalità fra anni. A quella normalità che significa  quotidianità, abitudine e serenità, ci sembra impossibile continuare con le nostre di vite. Ancora una volta il popolo italiano si mostra grande e nel bisogno si stringe tutto in un abbraccio, con la solidarietà, con la preghiera. 

Oggi un vento furioso sta tempestando e ululando fuori dalle finestre. In cielo vola di tutto. E a me è venuta voglia di accendere il forno. Ho preparato dei semplici biscotti di pasta frolla. Ma il ripieno fa la differenza: è un squisita confettura di fichi d'India. Mio marito  un giorno è tornato a casa con un secchio pieno di questi buonissimi frutti che in questo periodo abbondano dalle nostre parti. E ho provato a conservarne il sapore in un vasetto.

martedì 1 luglio 2014

Il quadro "parlato"

Buongiorno care amiche e buon inizio di luglio. Io come al solito mi prendo i miei lunghi periodi sabbatici dal blog, ma prometto che ora che le ferie sono arrivate e gli impegni si sono diradati, sarò più presente. Anzi mi impegno formalmente a non abbandonare il blog per più di tre giorni e voi mi sarete testimoni. Suona tanto come "..le ultime parole famose"...Ah ah ah!
Ebbene eccomi di ritorno con un po' di foto di un grande quadro che ho ricamato per la cucina. Tempo fa mi sono imbattuta in questa poesia bellissima di un'autrice napoletana, Cleonice Parisi, che è un invito a godere di ogni attimo della vita con intensità ed entusiasmo. L'ho copiata e salvata nella mia cartella come spesso si fa e quando l'ho ritrovata dopo mesi e mesi ho deciso di ricamarla per farne un cuscino o un quadro.


martedì 7 gennaio 2014

L'anno che verrà

Buon 2014! Ufficialmente l'anno comincia oggi con la fine delle feste, la riapertura delle scuole e il ritorno alla normalità. Non ho scritto molto durante queste feste. Sono stati dei giorni molto piacevoli, rilassanti e divertenti. Ieri sera nel riporre gli addobbi  provavo una grande malinconia, per non parlare dei miei ragazzi che preparavano i loro zaini come se fossero dovuti andare al fronte. Così anche per superare quel momento di nostalgia che ci aveva preso, ho dato loro in mano dei foglietti e una penna e gli ho chiesto di mettere nero su bianco i loro propositi per l'anno nuovo. E sì, è il momento di sognare. Una nuova avventura comincia!

Ad ognuno il suo barattolo, a contenere i desideri, le aspettative, i proponimenti... i sogni. E per rendere tutto un po' magico, ho messo dei glitter sul fondo. Abbiamo richiuso i barattoli, li abbiamo agitati e i glitter si sono appiccicati sulle pareti. 

Ora non ci resta che rimboccarci le maniche e metterci a lavoro per realizzare i nostri sogni. Ed è quello che auguro a voi tutti. 

venerdì 1 novembre 2013

Centrotavola inebriante

Inebriante per i colori e i profumi di questa stagione, che amo con tutte le mie fibre… ma si era capito???
Sarà perché sono nata in ottobre, ma pur amando ogni stagione dell’anno, questo è il mio periodo preferito, soprattutto con le temperature miti e piacevoli di questo ottobre appena trascorso, un invito a godere dell’aria aperta, a passeggiare su viali pavimentati di foglie secche e lasciarsi trasportare dalla ritrovata voglia di casa e intimità dopo la frenesia dell’estate.
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domenica 28 luglio 2013

Estate

Ciao! Sopravvissuti a questa giornata di caldo torrido? Io a stento, a dir la verità. Però ora che sono a casa e il sole sta tramontando dietro le montagne, dopo un paio di porzioni di gelato, ritrovo tutte le mie energie. Sono stata un po’ lontana dal blog perché tra il mare e le uscite serali, nelle poche ore che sono a casa, non ho proprio tempo di mettermi al pc. Oggi siamo rientrati un po' prima, complice il gran caldo, che si sentiva anche al mare, e il timore di rimanere imbottigliati nel traffico. E quindi eccomi qui a mostrarvi qualche scatto dell’estate che sto vivendo, tra giornate al mare, gite in barca, serate con gli amici, concerti, spettacoli, incontri, buon cibo, tramonti romantici, panorami mozzafiato e temporali sulla spiaggia, che mai come quest’anno sono stati frequenti.
PicMonkey Collage

venerdì 12 aprile 2013

Week end in SPA

Con mia figlia in gita, mio figlio a scuola fino al tardo pomeriggio e mio marito fuori casa preso dalle sue mille attività, oggi ho pensato bene (anzi, col senno di poi, benissimo!) di dedicarmi una giornata di cure e di coccole come se fossi in una SPA. Solo che la SPA  era a casa mia.
Ho cominciato la giornata riducendo al minimo le mie normali occupazioni mattutine… pulizie, spesa, lavatrici…  Una giornata solo per me me la meritavo proprio. Queste ultime settimane sono state decisamente faticose e pesanti anche a livello psicologico. Avete presente quella pubblicità che dice “…perché io valgo!” beh ogni tanto ho bisogno di ricordarlo a me stessa, concentrata come sono sempre sugli altri, pienamente assorbita dalle esigenze di figli e marito,  da casa e lavoro.
Premetto che io adoro tutto ciò che è naturale, da qualche tempo sono passata all’ecobio, ma da sempre preferisco attingere dalla natura più che da una profumeria. Quindi per la cura del mio corpo uso piccoli accorgimenti casalinghi, che mi soddisfano più di qualsiasi prodotto che io abbia comprato. Consigli delle sagge donne della mia famiglia o letti da qualche parte o visti su internet, comunque tutti collaudati da anni.
Allora, tanto per cominciare ho preparato un bel pediluvio: acqua calda, sapone, un pizzico di bicarbonato.
PicMonkey Collage

domenica 17 marzo 2013

giovedì 9 febbraio 2012

Momenti

Negli ultimi tempi, ho seriamente valutato l’opportunità di chiudere il blog, salutare tutte voi e finire qui questa bella avventura. I lettori di un blog si aspettano di trovare delle pagine ben curate, ricche di novità, e invece io non riesco quasi più a postare, se non a distanza di settimane. Non ho molto tempo libero e soprattutto non ho più l’entusiasmo di una volta, quello che avevo quando ho deciso di aprire questo diario virtuale. Nella mia vita sono cambiate tante cose e io stessa non sono più quella che ero quattro anni fa. Non riesco proprio più a ritrovarmi! Mi sono accorta di vivere alla giornata e, per una grande programmatrice come me, è contro natura. Alterno momenti in cui mi adagio in questo stato di cose e lascio che le giornate si susseguano senza un vero senso, e momenti in cui lotto con tutte le mie forze per rimanere aggrappata a quello che ho costruito con tanto impegno. Il fatto è che, in questi due ultimi terribili anni,  credo di aver dato fondo alle mie energie e, mi dispiace dirlo, ma quelle che mi rimangono devo necessariamente spenderle per le cose veramente importanti. I miei figli, mio marito, la mia famiglia, la mia casa. E quindi naturalmente trascuro i miei hobbies, tra cui il blog. Pensate che sono un’amante del fitness, ho sempre adorato scaricare le tensioni e prendermi cura del mio corpo con una buona oretta al giorno di movimento. Eppure non mi alleno dalla primavera scorsa e anche allora ci riuscivo non più di una volta a settimana.
Come per tutte le scelte, ho valutato mentalmente i pro e i contro della cosa. Tenere aperto un blog che si aggiorna ogni venti giorni mi sembra una mancanza di rispetto verso le persone che passano di qui. Come dico sempre ai miei figli, c’è un solo modo per fare le cose e cioè con impegno e costanza, poi che riescano o no… non siamo certo onnipotenti, però noi avremmo fatto il nostro dovere.
Ma di contro c’è la mia paura che con la chiusura del blog, vadano persi certi rapporti, certe belle amicizie o che comunque esse, non alimentate da contatti continui, si raffreddino un po’. E un’altra paura accompagna questa mia decisione: e se poi dovessi pentirmi? se mi accorgessi di aver sbagliato, di essere stata impulsiva? se si trattasse solo di un momento?
Mentre, nei giorni scorsi, valutavo queste possibilità, scopro che due bloggers mi hanno segnalata in seguito a un premio, suggerendo di leggere il mio blog.  Hanno cioè ritenuto il mio blog degno di essere seguito anche dalle loro lettrici. E stamattina mi sono detta: “Diamine, fosse solo per riconoscenza verso Silvia e Dani, io il blog non lo chiudo!!!”
Questo è il premio che ho ricevuto da Silvia e Dani. A questo punto dovrei dire qualcosa su di me, ma vi pare che dopo un post così lungo, vi tedio ulteriormente dicendovi che mi piace questo e quello?

Però condivido lo spirito che Silvia e Dani hanno dato a questo premio e cioè quello di far conoscere blog che leggiamo, che ci piacciono,  e che però hanno pochi iscritti, per essere nati di recente o perché come me possono dedicarvi poco tempo e non si occupano molto delle public relations.


Andate a farvi un giro, vi assicuro che troverete idee brillanti e spunti ispirativi. Dopo questa lunga chiacchierata, vi saluto e ancora indecisa sul da farsi vi do' appuntamento… “come e quando non lo so, ma so soltanto che ritornerò… Che sarà, che sarà, che sarà…?”
Buona giornata e baci a tutti
Carmen